SCUOLA DI FORMAZIONE 

 ... centrata sull’Anima
“...Tutti per uno uno per tutti..."

  SESTA SFERA  

Svolgere un’attività d'aiuto non è certamente una cosa semplice, perché richiede preparazione, dedizione e volontà… e anche la capacità di sopportare la frustrazione, perché nonostante l’impegno non sempre tutto procede come vorremmo e non per questo dobbiamo scoraggiarci.

La prima cosa da comprendere è che non possiamo pensare di portare aiuto agli altri per sentirci soddisfatti di noi stessi e rassicurati per il fatto che siamo noi a “dare” e non ad aver bisogno di “ricevere”.

In realtà sempre e in ogni momento della nostra vita noi siamo come delle antenne fatte sia per trasmettere che per ricevere: pensate a un neonato… apparentemente riceve solo e tutto dagli altri, ma quanta energia restituisce a chi gli si avvicina!! Un giorno una mamma ha detto una cosa bellissima: in ogni casa dovrebbe esserci sempre un neonato, perché le persone cambiano quando entrano in una casa con una culla… cambia la voce, cambia l’atteggiamento… la disponibilità…

Insomma dobbiamo imparare che se vogliamo dare tanto dobbiamo metterci nella condizione di poter ricevere tanto! E viceversa. Cioè dobbiamo imparare a scambiarci reciprocamente energia, che significa prima di tutto riconoscere la qualità della nostra energia (più femminile, di terra? O di acqua?? Molto maschile, di fuoco o di aria?) indipendentemente dal sesso biologico di ciascuno, che alle volte confonde un po’. Poi è necessario imparare a vedere e amare le nostre carenze e riconoscere la qualità energetica degli altri che può colmarle, per provare infine ad avvicinarci proprio alle persone che sembrano così diverse da noi e, nella vicinanza, per il principio dei vasi comunicanti, scambiarci energia, in modo da equilibrarci a vicenda. Il processo è naturalmente dinamico e mai definitivo, ma sempre più semplice e appagante. Quando avremo imparato tutto ciò potremo considerarci “mediatori energetici” e la fine del 2° anno segnerà questo traguardo con un ritiro speciale conclusivo e il rilascio dell’attestato.

In questo processo ci accorgeremo presto che il tentativo di scambiare energia può far emergere nell’altra persona blocchi, resistenze, dubbi, paure, ansie, pregiudizi per cui non riesce ad aprirsi e si trova impossibilitata a dare ma anche a ricevere, trovandosi a vivere, anche solo in parte, in una bolla di isolamento energetico. È questo il caso in cui non è più sufficiente funzionare da mediatori energetici, ma diventa necessario utilizzare ulteriori competenze – quelle cioè del “counselor” energetico -  per aiutare a sciogliere quei blocchi, riportando l’energia a fluire sia all’interno che all’esterno. Aiutare una persona a “guarire” significa quindi accompagnarla, talvolta silenziosamente, talvolta con più evidente partecipazione, a scoprire dove la sua energia si trova bloccata e “negativizzata” per renderla nuovamente attiva, positiva e fruibile.

Le tecniche di aiuto energetico che proponiamo tengono conto del fatto che le persone portano in sé alcuni schemi karmici in cui è intrappolata moltissima energia (gli orientali parlano di “vasana” o semi karmici nutriti e coltivati dal custode negativo del Karma, gli psicologi occidentali di “coazione a ripetere”) e che lo scioglimento di questi nodi può avvenire solo gradualmente attraverso una sorta di contrattazione tra Giustizia (ricordiamo che il Karma è lo strumento della Giustizia, per cui c’è sempre una ragione inconscia per la quale ciascuno incorpora determinati schemi e non altri e per cui, in un certo senso, ne rimane avvinghiato, come in una sorta di autopunizione a cui non riesce a rinunciare) e Amore.

Gli aspetti che nella psicologia analitica occidentale vengono trattati sotto la tematica del transfert-controtransfert assumono in questo contesto un sfumatura di significato diverso: la posizione di distacco del counselor consiste nell’impegnarsi a non offrire la propria energia al seme karmico o vasana del cliente, ma solamente alla strategia di contrattazione interiore che porta alla liberazione dal blocco e alla formazione di un canale di contatto con l’anima (tramite sogni, inshigt, condensazioni ecc. e, infine, abbandono di sé).

Per rimanere fermi nella posizione di “counselor energetico” è quindi necessario poter leggere anche i messaggi subliminali e inconsci che il cliente rimanda nel colloquio, al fine di capire immediatamente quando è il caso di “dare” energia per agevolare la contrattazione interiore e quando trattenerla per evitare oggettivazioni karmiche: diventa quindi fondamentale imparare il linguaggio non verbale del corpo e ascoltare le vibrazioni più sottili nella voce, le pause, i vuoti ecc.

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