danielalodigiani01

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Post del forum

danielalodigiani01
29 gen 2019
In I nostri diritti
Se a qualche "fibrogirl" è capitato di dover andare all'Agenzia delle Entrate avrà certamente strabuzzato gli occhi di fronte alla coda per raggiungere il bancone smistamento... fermarsi in piedi di solito è il modo migliore per acuire tutti i dolori e procurarsi qualche nuova immancabile contrattura muscolare. Nell'Agenzia di via di Missaglia, Milano, ho fatto questa simpatica esperienza: parto premunendomi di foglio di riconoscimento di handicap, arrivo all'ingresso e la fila esce di un bel po' dalla porta. E' un giorno in cui i miei muscoli non ne vogliono sapere di sorreggermi per cui a quella vista mi sento male... ma, ormai decisa a far rispettare i miei diritti, mi dirigo al bancone con in mano il mio bel foglio di riconoscimento handicap... in 3 dalla fila mi assalgono iniziando a urlarmi dietro e insultandomi pesantemente (d'altra parte non ho nulla di visibile...) e il "gentilissimo" tipo che accoglie gli utenti al bancone al posto di darmi una mano inizia a mettere in dubbio la validità del mio foglio perché è scritto molto in piccolo e lui conosce solo i tesserini rosa... (il foglio è bianco e non è colpa mia se l'Asl mi ha fornito di una versione stampata mini). Insisto (e quasi litigo) e finalmente il tizio schiaccia il tasto della "corsia preferenziale". Ora, mi domando, per quale motivo devo essere aggredita, insultata, messa in discussione quando una commissione sanitaria Asl mi ha riconosciuto una situazione di handicap? E soprattutto, come è possibile che non ci sia un modo più civile per venire incontro a chi ha delle oggettive difficoltà? Una signora al bancone, molto più gentile del suo sgarbato collega, mi suggerisce di prenotare on line l'appuntamento. Non ho più forze e la ringrazio senza spiegarle che prendere l'appuntamento la mattina stessa, come richiesto, e fiondarmi all'ufficio all'orario da loro assegnato potrebbe non combaciare con le decisioni del tutto irrazionali e autarchiche del mio corpo, che magari proprio quel giorno decide di lasciarmi a secco per quel quarto d'ora di troppo che mi fa mancare l'appuntamento... e così passo inevitabilmente dalla parte del torto...
Agenzia delle Entrate: corsia preferenziale ..."a metà" content media
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danielalodigiani01
24 ago 2018
In Novità
Verificato l'effetto positivo dell'idroterapia tramite uno studio randomizzato e controllato pubblicato sul Journal of Physical and Rehabilitation Medicine. Gli effetti si mantengono però solo durante il periodo in cui viene svolta l'idroterapia e scompaiono se viene interrotta. Foto di Fede Daimonti Effects of aquatic training and detraining on women with fibromyalgia: controlled randomizedclinical trial. Abstract BACKGROUND: Aquatic physical training (APT) promotes improvement of clinical symptoms and aerobic functional capacity in women with fibromyalgia syndrome (FMS). However, there are controversial studies that refer to the maintenance of adaptations obtained from APT after a detraining period. AIM: To evaluate variables oxygen uptake (VO2) relative to lean body mass (LBM) and clinical symptomatology in women with FMS submitted to APT and after 16 weeks of detraining period, and to evaluate the association between the magnitude of VO2 improvement relative to LBM and clinical symptomatology. DESIGN: Blind randomized controlled trial. POPULATION: Fifty-four women with FMS were randomly assigned into trained group (27) and control group (27). METHODS: All women underwent cardiopulmonary exercise test (CPET) and body composition assessment to estimate VO2 and LBM respectively, and clinical symptoms were assessed before and after 16 weeks of training and detraining. trained group was submitted to APT program, performed twice a week for 16 weeks. RESULTS: After APT, trained group presented an increase in VO2 relative to LBM (p = 0.01), in addition to an increase in pressure pain threshold (PPT) (p = 0.02) and visual analogue scale (VAS) pain (p = 0.01), VAS well-being (p <0.01) well-being and lower FibromyalgiaImpact Questionnaire score (FIQ) (p = 0.04). However, these improvements were not maintained after the 16-week detraining period (p > 0.05). In addition, no significant correlations were observed between improvement of clinical manifestations and increased VO2 relative to LBM after APT (p > 0.05). CONCLUSIONS: APT contributed both to increase VO2 at VAT and peak CPET, and improved clinical symptoms, but no association was observed. However, after 16 weeks of detraining, these variables were reduced near baseline. CLINICAL REHABILITATION IMPACT: The results of the present study suggest that APT should be continuously performed in order to improve clinical symptomatology and increase the aerobic functional capacity in women with FMS.
L'idroterapia aiuta  content media
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danielalodigiani01
24 ago 2018
In Novità
MINISTERO DELLA SALUTE DECRETO 25 giugno 2018 La cannabis terapeutica in Italia si può prescrivere per ogni tipo di dolore, senza più alcuna distinzione tra uso oncologico, non oncologico o neuropatico. E’ quanto stabilisce il decreto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale lo scorso 12 luglio voluto dal Ministro della Salute Giulia Grillo. Il decreto semplifica la prescrizione dei medicinali di origine vegetale a base di cannabis e si sancisce l’uso della cannabis nella terapia del dolore in senso ampio. Significa soprattutto che ora la cannabis non dovrà più essere considerata dai medici una terapia alternativa, prescrivibile solo dopo che i trattamenti standard si siano dimostrati inefficaci, ma – almeno per il dolore – può essere prescritta come ogni altro presidio medico appartenente al registro dei farmaci stupefacenti. Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana 2018/07/12/18A04702/SG DECRETO 25 giugno 2018 Aggiornamento dell'elenco dei medicinali di cui all'Allegato III-bis del decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309. (18A04702) (GU Serie Generale n.160 del 12-07-2018) IL MINISTRO DELLA SALUTE Visto il decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n.309, recante il testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, di prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza, e successive modifiche e integrazioni, di seguito denominato «testo unico»; Visti, in particolare, l'allegato III-bis del testo unico, che include i medicinali che usufruiscono di modalita' prescrittive semplificate per la terapia del dolore e la tabella dei medicinali sezione B, che contiene i medicinali di origine vegetale a base di cannabis; Visto il decreto-legge 17 febbraio 1998, n. 23, convertito dalla legge 8 aprile 1998, n. 94, ed in particolare l'art. 5 che reca disposizioni sulla prescrizione di preparazioni magistrali; Visto il decreto del Ministro della salute 9 novembre 2015, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 279 del 30 novembre 2015, che al punto 4 dell'allegato tecnico elenca gli impieghi previsti per l'uso medico della cannabis; Vista la legge 15 marzo 2010, n. 38 recante disposizioni per garantire l'accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore; Visto il decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, convertito con modificazioni dalla legge 4 dicembre 2017, n. 172; Visto in particolare l'art. 18-quater, comma 6, introdotto dalla citata legge di conversione, che pone a carico del Servizio sanitario nazionale, nei limiti del livello del finanziamento del fabbisogno sanitario nazionale standard cui concorre lo Stato, le preparazioni magistrali a base di cannabis prescritte dal medico per la terapia del dolore ai sensi della legge 15 marzo 2010, n. 38, nonché per gli altri impieghi previsti dall'allegato tecnico al decreto del Ministro della salute 9 novembre 2015; Ritenuto necessario, in relazione a quanto previsto dall'art. 18-quater, comma 6, del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, aggiornare l'elenco dei medicinali di cui all'allegato III-bis, ai sensi dell'art. 43, comma 4-bis del testo unico; Visti i pareri dell'Istituto superiore di sanita', reso con nota del 2 febbraio 2018, e del Consiglio superiore di sanita', espresso nella seduta del 13 marzo 2018, favorevoli all'inserimento nell'allegato III-bis di «medicinali a base di cannabis per il trattamento sintomatico di supporto ai trattamenti standard» e all'inserimento nella tabella dei medicinali, sezione B, alla voce «Medicinali di origine vegetale a base di cannabis» del contrassegno con doppio asterisco (**), previsto per i medicinali utilizzati nella terapia del dolore; Decreta: Art. 1 1. Nell'allegato III-bis del decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309 e' inserita, secondo l'ordine alfabetico, la voce: Medicinali a base di cannabis per il trattamento sintomatico di supporto ai trattamenti standard. Art. 2 1. Nella tabella dei medicinali, sezione B, del decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309 alla voce «Medicinali di origine vegetale a base di cannabis» e' inserito il contrassegno con doppio asterisco (**), previsto per i medicinali utilizzati nella terapia del dolore, come segue: Medicinali di origine vegetale a base di cannabis (**). Il presente decreto entra in vigore il quindicesimo giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. Roma, 25 giugno 2018 Il Ministro: Grillo
Cannabis terapeutica content media
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danielalodigiani01
17 ago 2018
In Novità
da Salute 24 (18 maggio 2018) Potrebbe aiutare a migliorare diagnosi e cure Scoprire quando il dolore muscoloscheletrico cronico è causato dalla fibromialgia non è impresa semplice, ma un nuovo studio pubblicato sulla rivista Pain potrebbe aprire la strada a nuovi approcci diagnostici in grado di identificare i pazienti affetti da questa sindrome e le terapie più adatte al loro caso. Condotto all’Università del Colorado di Boulder, negli Stati Uniti, questo studio ha infatti identificato la “firma” lasciata nel cervello dal dolore fibromialgico, dimostrando che la sua presenza permette di identificare la fibromialgia con un’accuratezza del 93%. Per rilevare la “firma” della sindrome gli autori dello studio, guidati da Marina López-Solà, si sono affidati ad analisi di risonanza magnetica funzionale. “La novità di questo studio è che mette a disposizione potenziali strumenti basati sul neuroimaging che possono essere utilizzati su nuovi pazienti per ottenere informazioni sullo stadio di alcune patologie nervose alla base dei loro sintomi dolorosi”, spiega López-Solà. “Anche se molti specialisti del dolore hanno definito delle procedure cliniche per la diagnosi della fibromialgia, la situazione clinica non spiega cosa sta succedendo a livello neurologico - aggiunge Tor Wager, responsabile dello studio - Il potenziale di misurazioni cerebrali come quella che abbiamo sviluppato in questo caso è che possono dirci qualcosa sulle particolari anomalie cerebrali che portano alla sofferenza del singolo individuo. Ciò - sottolinea l’esperto - può aiutarci sia a riconoscere la fibromialgia per quello che è, un disturbo del sistema nervoso centrale, che a trattarla più efficacemente”. Se saranno confermati e approfonditi, questi risultati potrebbero portare a una vera e propria mappa cerebrale in grado di guidare gli esperti nella diagnosi e nel trattamento della fibromialgia. di s.s.
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danielalodigiani01
11 ago 2018
In Questioni d'umore...
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danielalodigiani01
08 ago 2018
In Cosa ci piace?
Non sapendo quando l'alba possa venire lascio aperta ogni porta, che abbia ali come un uccello oppure onde, come spiaggia. Emily Dickinson ill. Yellena James
Poesia content media
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danielalodigiani01
04 ago 2018
In Cosa ci piace?
Quando si dice che bisogna imparare dagli animali... Saper riposare bene conta quanto saper agire con efficacia... quante prede catturerà questo gatto al suo risveglio??
Gatto Maestro content media
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danielalodigiani01
23 lug 2018
In Medicina naturale
Una volta ho letto le 1000 proprietà del magnesio e i 1000 benefici che apporta... me ne ricordo solo 2: anti-stress, anti crampi e spasmi. Riporto da www.greenme.it: "il magnesio è fondamentale per il benessere del sistema nervoso, ha infatti un effetto calmante sulle cellule nervose che, in caso di carenza, divengono ipereccitabili e non riescono più a svolgere bene il loro compito di trasmissione dei messaggi. Un’azione molto simile, quindi di tipo distensivo, possiede anche nei confronti dei muscoli e per questo è indicato in caso di crampi e spasmi". Direi che può servirci, no? Molte discussioni invece sul modo migliore di assumerlo: magnesio supremo in polvere? Magnesio chelato? Da approfondire...
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danielalodigiani01
23 lug 2018
In Medicina naturale
In genere per i massaggi viene consigliato (e utilizzato dai professionisti) olio all'Arnica della Weleda. Per i muscoli contratti dalla fibro trovo invece che sia migliore l'olio alla lavanda (Weleda). Io lo utilizzo in vari modi, visto che la lavanda ha un benefico effetto rilassante e l'olio ha il potere di "scaldare" i muscoli e contrastare l'umidità (si sa... olio e acqua si respingono...). Lo consiglio: sul corpo con auto-massaggio anche breve e lieve dopo una camminata o un'attività fisica, sulla pianta dei piedi prima di dormire, vicino alle tempie (ma lontano dagli occhi) in caso di mal di testa e tensione. Prezioso anti-umido dopo una doccia calda in quelle giornate in cui la nebbiolina si insinua in ogni fibra. Se avete abbondato, per non ungere i vestiti basta un po' di scottex da strofinare sul corpo per togliere l'eccesso.
Olio alla lavanda content media
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danielalodigiani01
22 lug 2018
In I nostri diritti
Causa Fibro non posso sostare in aria condizionata! Divento un bastoncino di pesce Findus, con la stessa grazia ed elasticità... per questo in estate cerco di evitare la frequentazione di luoghi pubblici condizionati e, se proprio necessario, studio i mezzi per restarci il meno possibile. Molti posti hanno file o casse preferenziali per persone in difficoltà (anziani, donne incinte, persone con handicap)... direi un segno minimo di civiltà. INCREDIBILMENTE BANCA INTESASANPAOLO NON HA UN PROTOCOLLO DEDICATO A GESTIRE QUESTE SITUAZIONI!!! "La gestione è lasciata al buon senso degli addetti", questa è la risposta che ho avuto dopo più mail di sollecitazione e un colloquio "dedicato" con la direttrice della mia filiale. Naturalmente il "buon senso" è quello che ha spinto la direttrice di un'altra filiale milanese di cui non faccio nome a trattarmi con evidente fastidio e a mettere in dubbio la mia reale esigenza (come ben sappiamo la fibro è invisibile...) e a lasciarmi lì in attesa del suo pontificale intervento per un simpatico refrigerante quarto d'ora... D'altra parte nel colloquio con la direttrice della mia filiale è stata una stessa dipendente a farsi scappar di bocca che a ogni intervento spot di agevolazione (soprattutto se non compare una vistosissima pancia di 9 mesi o un mega bastone a sostegno di un nonno gobbutissimo) si scatenano le ire degli altri clienti in attesa che assalgono il "privilegiato" (già, la fibro è proprio un privilegio...argh!!) come stesse agguantando l'unico acino d'uva in una landa deserta. Direi che si tratta di un protocollo efficacissimo!!! Forse perché è così efficace che in tutto il resto del mondo e anche in parte della nostra Italia esiste la fila predisposta? Addirittura negli sportelli pubblici... COMPLIMENTI A BANCA INTESA che pubblicizza i suoi atti di solidarietà e non si fa carico del "minimo sindacale"... forse, mi domando, perché questo minimo non è deducibile? dal sito di INTESA SANPAOLO Per favore fatemi sapere cosa avviene nelle vostre Banche!!! P.S. Ovvio che uso quasi sempre e quasi per tutto il conto online, ma vi assicuro che capita di dover andare per forza in filiale...
Banche meno accoglienti dei supermercati content media
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