ASTROCOUNSELING 

Perché nel terzo millennio ha ancora senso parlare di astrologia?

Innanzitutto perché è una disciplina antichissima che ha superato il vaglio della storia dimostrando di adattarsi alle esigenze degli uomini lungo i secoli. Ha radici nel passato ma è ancora viva, non si è fossilizzata, è cresciuta, fluida, vicino all’uomo nella sua evoluzione.

 

Di quale astrologia stiamo parlando?

L’astrologia fin dall’origine ha mostrato una natura a due facce. Una moneta preziosa che rivoltata si può dimostrare anche  pericolosa.

La faccia negativa è sotto gli occhi di tutti: come strumento oracolare viene interrogata per delegare a una bacchetta magica la propria vita. È il sogno regressivo di ritornare nella pancia della mamma che decide per noi, mangia per noi, vive per noi. E molte persone senza scrupoli si prestano a interpretare questo ruolo con frasi del tipo: “domani non uscire di casa è pericoloso” “tra due mesi troverai l’uomo della tua vita” “lascia quel lavoro, ne troverai un altro tra un mese”, “attenzione a quella persona, è malefica”.

E poi c’è l’altra faccia, quella luminosa che nei nostri tempi è stata riportata alla superficie da uno dei grandi fondatori della psicologia analitica: Jung, il padre del concetto di “individuazione” come processo di crescita di ciascun uomo verso la sua piena realizzazione.

Ebbene sì, il tema astrologico di nascita di ciascuno, studiato con competenza e profondo rispetto, può diventare una “torcia” per illuminare il cammino della conoscenza personale e della consapevolezza.

Anche gli antichi avevano intuito l’importanza di conoscersi e, con naturalezza, avendo presente più di noi l’unità del cosmo, sono partiti dalla natura, le stelle, le stagioni, i cicli, gli elementi (aria, acqua, fuoco, terra) per avere delle risposte sulla “natura” dell’uomo. Altre culture (medicina tradizionale cinese, chörten tibetano) hanno seguito la stessa via.

chagall

A cosa serve il colloquio astrologico?

Sono una primula, una rosa o una genziana di montagna? Sono un attaccante, un mediano di spinta o un portiere? Un vulcano o un placido fiume?

Il tema natale è come una mappa che indica la conformazione naturale di una persona, con i picchi che toccano il cielo e gli oceani più profondi. L’astrologo è il "geografo" che fornisce all’esploratore le cartine geografiche, che poi potranno essere consultate nel cammino di esperienza della vita.

Fuor di metafora più ci conosciamo più le scelte saranno consapevoli e libere! Più la via verso il nostro “centro” e la nostra felicità sarà facilmente percorribile. Più la nostra vita quotidiana si avvicinerà a rispecchiare le nostre aspirazioni!

In concreto di cosa parleremo?

Partiremo dalla griglia energetica personale per poi addentrarci nella vita quotidiana: aspetti del carattere, rapporti con la famiglia d’origine, realizzazione professionale, aspetti della salute, punti di forza e di debolezza, rapporti affettivi e d’amore. Per arrivare alle possibilità di evoluzione e ai possibili punti di regressione.

 

È possibile richiedere la valutazione della compatibilità di coppia?

Lo studio parallelo di due temi natali dà informazioni straordinariamente interessanti e precise sul modo di interagire di due individui, siano essi una coppia, due amici, due colleghi ecc. Naturalmente l’estro dell’amore sorprende anche gli astrologi per la potente spinta creatrice e unificante che fa superare anche forti incompatibilità “sulla carta”, ma la conoscenza dei punti di attrito e di quelli scorrevoli e facilitanti può aiutare, e di molto, i rapporti.

 

Come si svolge il colloquio?

Il colloquio è per definizione uno scambio. Per cui, lo studio del tema che precederà il colloquio e che prescinde dalla conoscenza della persona si completerà nel dialogo. Dopo una prima approfondita esposizione del tema nel suo complesso, verrà dedicato un tempo alle impressioni e  sensazioni del “ricevente” che diventeranno materiale per approfondire lo studio della carta natale.

 

È sufficiente un colloquio?

Il colloquio iniziale, di un paio d'ore circa, è un buon punto di partenza. Poi se emergono particolari esigenze personali successivamente potranno essere approfonditi aspetti specifici.


 

La faccia luminosa dell’astrologia non lascia spazio all’aspetto un po’ giocoso e divertente dell’astrologia di massa (e di tv e giornali)?

La moneta anche se ha due facce è comunque unica, ed è preziosa proprio perché ha due facce che, se non deragliano verso lidi oscuri, si integrano a vicenda: una dose di gioco, curiosità, scoperta e un aspetto un po’ magico rimangono ad addolcire e alleggerire il percorso di autoconoscenza.

Ha senso richiedere il tema natale di un bambino?

Il bambino è maestro nell’arte dell’esplorare il mondo e utilizza in modo molto naturale il suo istinto. Conoscere il tema del bambino può essere molto utile ai genitori che vogliono seguirlo nel processo di crescita per aiutarlo a integrarsi nel mondo con il massimo rispetto di se stesso e della propria natura. Aiuta a vedere il proprio bambino, fin da piccolo, come una “persona” con caratteristiche, aspirazioni e scopi di vita propri, facilitando quindi l’instaurazione di rapporti più sereni, meno coercitivi e più solidi nel tempo. Per questo motivo risulta più utile quando il bambino ha raggiunto almeno i tre anni.

Astrologia Junghiana

La scuola di astrologia umanistica di Stephen Arroyo, Dane Rudhyar, Liz Greene

ha ridefinito il senso dell’astrologia

moderna legandola strettamente alle

conoscenze psicologiche dell’ultimo secolo.

Seguendo le intuizioni di C.G. Jung, il padre

della psicologia analitica, il tema natale può

essere utilizzato come eccezionale

strumento di conoscenza della personalità

e trasformarsi in una preziosa “torcia” per

illuminare il cammino della consapevolezza