naturAutentica è un'associazione senza scopo di lucro che si propone di promuovere il benessere olistico (fisico, emotivo, mentale e spirituale) degli associati, valorizzandone talenti, passioni, aspirazioni, peculiarità, all'interno di un contesto umano profondamente relazionale e solidaristico in cui

ogni espressione autentica ha valore in sé.

di Maristella Maddi

Per l’analisi di questa prima dimensione l’Astrologia più efficace è sicuramente quella umanistica o psicologica, i cui fondatori e seguaci, a partire dalla loro specializzazione psicoterapeutica (di solito legata alla psicologia analitica Junghiana), hanno fatto balzi aventi impressionati nell’interpretazione del Tema Natale, soppiantando quasi completamente il precedente modo di fare astrologia.

Una seconda dimensione è quella “sociale” che delimita e colloca la persona all’interno del suo gruppo sociale e della sua epoca, con tutte le opportunità, i raggiungimenti e i progressi che l’evoluzione sociale del periodo offre alla persona individuale (Giove) e tutte le costrizioni, i doveri e i limiti che l’appartenenza alla società impone (Saturno).

Sui transiti di questi due pianeti si basa gran parte dell’Astrologia previsionale, che si concentra sui

Nel tema natale i pianeti si raggruppano tradizionalmente in 3 categorie: i pianeti personali, quelli semi-collettivi e quelli collettivi o transpersonali. Per cogliere il senso che attribuisco a ciascun gruppo di pianeti è necessario premettere a quale tipo di astrologia intendo riferirmi.

Astrologia psicologica o umanistica? Astrologia previsionale? Astrologia Karmica?

In realtà intendo raccogliere i risultati di più astrologie in una sola, che chiamerò Astrologia Tridimensionale o Astrologia 3D, valorizzando ciascun filone astrologico nell’ambito che più gli si attaglia.

Una prima dimensione è quella “personale”, che riguarda le energie di cui ciascuno è composto (Luna e Sole), le modalità di esprimerle e farle operare nel mondo (Venere e Marte), le scelte che la mente razionale può fare tramite il processo di conoscenza (Mercurio).

 

progressi o le battute d’arresto nei vari campi della vita.

La terza dimensione è quella “universale”, aspaziale e atemporale ed è quella su cui mi soffermerò, per indagare come questa terza dimensione interferisca con la prima, nella specifica sfera della femminilità (energia femminile-Luna e consapevolezza identitaria femminile-Venere).

Il filone dell’Astrologia Karmica è quello che si è spinto più avanti nella comprensione di questa terza dimensione, pur ancorando l’analisi a un unico modo di allargare lo sguardo all’eternità (cioè alla filosofia orientale della reincarnazione).

La funzione dei pianeti transpersonali  in Astrologia

  articoli  

“Rispecchiamento” o “visione” astrologica

 

Quando mi metto a leggere un tema natale è come se mi sedessi a guardare un film, o meglio un breve spezzone di un film mitico/ontologico girato da un regista sconosciuto che si intitola: “La storia umana”.

Se il protagonista del film sono io (cioè sto guardando il mio tema natale) posso parlare di “rispecchiamento astrologico”, altrimenti di “visione astrologica”.

In ogni caso le sequenze filmate e i suoni iniziano dal momento in cui il protagonista (io o un altro) viene concepito: le immagini sono particolarmente indefinite, offuscate, e compare in scena una sola attrice-non protagonista: la mamma-Luna con il suo pancione e il suo piccolo ancora semivisibile.

Del protagonista all’inizio si sente solo il battito del cuore e si vede qualche rara immagine ecografica, ma poi, a un certo punto in un dolorosissimo lampo, ecco il faro si accende e finalmente appare il primo attore: è finalmente venuto alla luce il neonato. Ma ancora per un lungo periodo l’identità del bambino è confusa con quella della mamma, le due figure si mescolano nei pensieri e nelle emozioni e non è ben chiaro dove finisce lei e dove inizia davvero lui (gli psicologi parlano di inconscio condiviso).

Solo più avanti, dai 4-5 anni, il protagonista inizia a essere più cosciente di se stesso e a fare memoria della sua vita come persona separata e indipendente. Sulla scena si staglia così la luce del suo Sole, il suo “ego” in formazione. E anche gli altri pianeti personali che gli permettono di muoversi nel mondo iniziano a obbedire sempre di più al suo Sole e a staccarsi dall’inglobamento lunare.

Il primo attore si può sentire così davvero artefice della sua vita e definirsi, non a caso, IL PROTAGONISTA: i suoi pianeti personali iniziano a esprimersi secondo il copione dato dal segno e dalla casa in cui sono posizionati, intessendo una trama di vita particolare, già definita da queste coordinate, ma libera, data la molteplicità delle manifestazioni reali in cui questi simboli astrologici possono tradursi (es. Marte in Scorpione può scegliere liberamente moltissimi modi per mettere in scena il suo copione, aes. facendo il detective oppure il criminale, o il sessuologo o la spia ecc.).

Nello spezzone di film che sto guardando il protagonista però non si muove nel vuoto, ma c’è una ambientazione ben definita: il contesto storico-sociale-culturale in cui entra in scena, ovvero le opportunità e i limiti che la società e la famiglia (come cellula della società) impongono alla sua vita, il benessere donato e le restrizioni imposte. Giove e Saturno con i loro segni e le case in cui si trovano sono i cartelli segnalatori di uno spazio sociale di opportunità o di contenimento che fanno da sfondo alla vita del primo attore.

A ben guardare, però, nel film oltre agli zoom sul modo di essere, agire e ragionare del protagonista e ai grand’angoli sul contesto socio-culturale in cui è inserito compaiono altre immagini, alle volte ben definite, alle volte in controluce: una rapina in cui incappa il protagonista, un’incredibile coincidenza fortunata che gli fa ritrovare un amico perso di vista, una parola di un estraneo detta al momento giusto che gli fa prendere una decisione, una tragedia inaspettata ecc. Da dove escono? Non sembrano legate alle sue possibilità di azione né al contesto sociale, ma interferiscono più o meno ampiamente con la storia.

Per rimanere nell’analogia, immaginiamo di essere in una sala cinematografica dove insieme a chi vede il film per la prima volta sono seduti anche spettatori che hanno già visto tutte le puntate precedenti e anche quelle successive, fino alla fine del film. Riusciranno a trattenersi dal fornire suggerimenti al protagonista per evitare alcuni fatti e per farne avvenire di diversi? “Non dargli retta, ti sta ingannando!”, “attento, è cattivo anche se finge di aiutarti”, “svegliati! Sei più bravo di quello che pensi… riuscirai a fare quella cosa in modo eccezionale” ecc….

A seconda del temperamento cercheranno di interferire nella storia per far succedere (o non succedere) quello che già è stato filmato. Sembra un’assurdità (il film è già compiuto è trasmesso sugli schermi) eppure è così naturale…. E poi in questo caso i personaggi del film sembrano poter sentire quello che loro dicono, anzi, di più, gli spettatori si rendono conto di poterli davvero influenzare in forma totalmente nascosta (perché loro non fanno parte del cast e nessun attore li conosce personalmente), entrando nel film improvvisamente e senza chiedere il permesso.

La situazione è quindi particolarmente ingarbugliata e a prima vista sembra un grande caos… un film compiuto che può trasformarsi al suo interno? È un gran Mistero!

Fuor di metafora, se il film che sto guardando è la storia di una persona che si realizza nella dimensione spazio-temporale, se lo spettatore che non ha mai visto il film è la consapevolezza dello stesso protagonista che può osservare se stesso in azione e scegliere il modo di portare in scena il proprio copione in una libertà tutta condizionata (dalla sua indole, dalle conoscenze dell’epoca storica, ecc.), se gli spettatori che hanno già visto il film sono entità/potenze/energie fuori dalla storia che possono interagire con la storia e con il protagonista, allora stiamo parlando di una dimensione aspaziale e atemporale in continua comunicazione con la storia.

In varie forme e in vari modi tutte le culture filosofiche e religiose hanno sempre contemplato la possibilità di dialogo tra il Mondo terreno del Protagonista e l’Universo che contiene tutti i mondi, chiamando questo Universo in vari modi: nel mondo religioso giudaico-cristiano JHVH, con tutto il contorno di angeli e demoni come interferenti, in ambito psicologico “inconscio collettivo” (ovvero ciò che riguarda tutti ma non è in luce, cioè tutta quella parte del film che il protagonista non può vedere) con tutte le sue forme specifiche di manifestazione (sogni, immaginazione ecc.), nel mondo greco e astrologico Urano-cielo, Nettuno-mare, Plutone-inferi (cioè tutto ciò che non è “terra” e dunque storia umana).

L’astrologia Karmica è quella che più ha approfondito l’esame di questo tipo di interferenze, convogliandole sotto l’egida delle religioni e filosofie orientali che riconoscono la reincarnazione. In questo senso ha dato un apporto non indifferente allo studio dei pianeti transpersonali.

Tuttavia trovo proficuo ampliare l’orizzonte e ricomprendere all’interno dello studio dei pianeti transpersonali la terza dimensione “universale” nel suo complesso, sia essa indagata dal punto di vista delle filosofie o religioni orientali, ovvero da quello delle filosofie o religioni occidentali o anche dalla prospettiva psicologica ecc.

Naturalmente mi piacerebbe cogliere per ogni complesso culturale (religione, filosofia, psicologia) cosa possa ricondursi ai tre simboli astrologici dell’universale (cioè Urano, Nettuno e Plutone), ma ci vorrebbe un libro intero e uno studio ben più dettagliato.

Mi accontento di esprimere in questa sede la potenzialità di questi simboli che potrebbero trovare significati analoghi in molteplici forme della conoscenza umana.

Tornando al nostro film, si può dire che Urano è lo strumento che permette alle voci degli spettatori di arrivare fino ai protagonisti del film, è l’insieme di quei flash, lapsus, immagini che possono far dialogare il mondo universale con quello del protagonista, è il varco aperto tra sala di proiezione e set cinematografico; Nettuno rappresenta quelle forze interferenti che spingono verso la conclusione del film, mentre Plutone, al contrario, spinge a riavvolgere la pellicola, per tornare indietro verso l’inizio. Nettuno è paladino del Nirvana, del Paradiso di resurrezione, della completa individuazione Junghiana (per fare alcuni esempi), mentre Plutone richiama verso gli Inferi, verso l’ininterrotto samsara delle rinascite, verso la scissione interiore ed esteriore.

Si tratta di forze potenti, molto più possenti del singolo protagonista che però può sperimentarle nella sua vita, in forma più o meno cosciente, soprattutto quando, dal punto di vista astrologico, uno di questi pianeti è collegato nel suo tema natale a un pianeta personale.

Sono forze così potenti che possono davvero confondere l’uomo, ma non sono il Regista.

Il Regista è ancora “Altro” e nella sua indicibilità non può essere indagato con semplici parole.

Ai suoi occhi il grande Caos ha un senso e noi, forse, possiamo solo coglierne la firma guardando il film della nostra vita.

 

Urano

 

Urano è la porta d’ingresso al mondo transpersonale.

È un’energia rivoluzionaria e di sfondamento che squarcia con potenza la dimensione spazio-temporale protetta da Saturno permettendo il contatto dell’io con ciò che esiste nella terza dimensione, quella universale: nel preciso ambito di vita governato dalla casa in cui si trova l’Urano di nascita, ciascuno di noi può fare esperienza di eventi improvvisi e dirompenti che sfaldano la corazza delle sicurezze e delle costrizioni saturnine e permettono di aprirsi alle energie apersonali dell’Universo.

Naturalmente dal punto di vista del nucleo personale, che porta avanti istanze di autoconservazione e sopravvivenza, l’irrompere inaspettato di questa luce cosmica è altamente destabilizzante in quanto rivoluziona i punti di vista e ribalta la prospettiva.

Prima di tutto spazza via l’illusione di controllo Saturnino, cioè quella sensazione di poter dominare la propria vita e il proprio futuro, lasciando all’io sguarnito della sua protezione un senso di impotenza e di vulnerabilità che può tramortirlo. In secondo luogo lascia aperto un varco alle potenze celesti Nettuniane e infere Plutoniche che possono così entrare a contatto con la struttura personale. Dal punto di vista dell’“io”, quindi, Urano può essere devastante e decisamente poco gradito, ma le sue incursioni nella nostra vita servono a gettare un ponte tra i due mondi, quello personale e quello transpersonale, creando le premesse per una reciproca influenza. Con la sua natura ribelle, anticonformista, impersonale e violenta Urano svela infatti all’essere umano il luogo in cui si può aprire un dialogo collaborativo tra persona e Universo: la coscienza.

Finché  il luogo della coscienza resta oscurato dalla rigida protezione di Saturno le scelte individuali saranno sempre correlate a un bisogno di autoprotezione personale che si rispecchia nel contenimento dato dalle regole sociali. Solo nel luogo della coscienza, rivelato da Urano, l’individuo può entrare in relazione con le forze che, tornando alla metafora cinematografica, spingono verso il completamento del film e con quelle che vogliono riavvolgere la pellicola per operare la propria libera scelta di campo.

Il luogo della coscienza è dunque il luogo del libero arbitrio, cioè il luogo in cui la propria volontà può entrare in azione scegliendo liberamente quale strada seguire, quale aiuto accettare, quale consiglio rifiutare, quale intuizione valorizzare.

Per questo Urano è il vero portatore di Libertà, cioè di libera coscienza, che trasforma e ridisegna le istanze difensive saturnine trasformandole in libere assunzioni di responsabilità.

In questi termini Urano può essere considerato il pianeta Guida nel processo di individuazione Junghiana, o definito come l’energia che permette l’“illuminazione” (termine molto Uraniano) perseguita dalle grandi religioni, soprattutto orientali, che spesso viene descritta come esperienza di varcamento della soglia d’ingresso (ricordiamoci che Saturno è chiamato “il guardiano della Soglia”) per toccare con mano l’Universo.

Non bisogna però dimenticare che lo squarcio uraniano può essere vissuto dall’individuo come altamente pericoloso e generare molta paura (governata da Saturno) soprattutto quando non si è ancora pronti a un’esperienza trascendente.

Liz Green[1] paragona Urano al Prometeo mitologico, che ruba il fuoco agli dei per darlo agli uomini e paga per questo con una drammatica punizione: cioè con l’erosione quotidiana e indefinita del suo fegato da parte di un avvoltoio. Molto interessante questo paragone perché fa comprendere come il viaggio oltre il proprio mondo saturnino sia un viaggio pieno di pericoli che richiede molto coraggio e spregiudicatezza (il fegato si ritiene comunemente la sede del coraggio e il rischio è che seguendo Urano nelle sue scorribande questo coraggio venga alla fine eroso dalle esperienze di soverchiamento cui si va incontro). Tuttavia il desiderio di quella  luce e di quel calore rubati agli dei, che consistono nella possibilità di dialogo tra mente razionale e istanze irrazionali, tra consapevolezza individuale e trascendenza universale, tra il nostro piccolo “io” e il grande “tutto” spinge comunque molti uomini a non tirarsi indietro, nonostante il prezzo da pagare possa essere molto alto.

Le persone che hanno pianeti nel segno dell’Acquario (governato da Urano) o hanno Urano in posizioni importanti del tema Natale hanno maggiore possibilità di entrare in facile accordo con le esigenze evolutive del Pianeta, accettando con più apertura i cambiamenti improvvisi, le rivoluzioni, le brusche rotture che Urano porta con sé.

Una volta che Urano ha spalancato le porte della coscienza individuale, possono accedervi e portare le loro istanze tutte le forze interferenti dell’Universo. Forze positive e forze negative, angeli e demoni, energie evolutive ed energie regressive, comunque le si voglia chiamare, possono far ingresso nella coscienza con i loro poli attrattivi e iniziare un dialogo serrato con l’“io”. Naturalmente se nel tempo del dominio della corazza saturnina l’“io” ha imparato a reggersi, muoversi, realizzarsi, una volta attivata la coscienza avrà la forza di svolgere il suo compito e portarlo a termine: esercitare la libertà di scelta e tradurre la volontà in azioni concrete, assumendone la responsabilità. Altrimenti i rischi possono essere rilevanti. Per questo forzare la soglia con strumenti artificiali (come sostanze stupefacenti, tecniche di channeling acquisite senza adeguata preparazione) è del tutto inutile, fuorviante e pericoloso ed è fonte di “fulminazione” della volontà e dei processi attivi e razionali, al posto che di “illuminazione”.

Per comprendere più a fondo il percorso evolutivo sopra descritto vorrei approfondire il significato della parola “Coscienza”, visto che spesso è utilizzata indifferentemente per indicare esperienze molto diverse tra loro.

Utilizzerò quindi tre termini ben distinti, due di competenza Saturnina e uno Uraniana: consapevolezza, coscienza morale, libera coscienza.

La consapevolezza è quella del protagonista che va in sala a vedere lo spezzone del film che riguarda la sua vita… è cioè l’esperienza dell’uomo che riflette su se stesso, che medita sugli eventi, sui pensieri e le emozioni che vive, facendone memoria. È lo strumento che permette all’“io-Sole” di dirigere la vita, di assumerne il timone e il comando, coordinando le istanze personali sotto di sé (Venere, Marte e Mercurio); la coscienza morale è invece il frutto delle regole di approvazione e disapprovazione sociali: nella prima parte dell’esistenza vive all’esterno della persona, nella sua famiglia, nei gruppi che frequenta, nella scuola, nella società in genere, per poi essere interiorizzata come istanza personale di conformazione e adattamento al modello sociale (o rifiutata in forma di ribellione “immorale”); la libera coscienza appartiene invece al mondo transpersonale ed è, come detto, il luogo di incontro tra la realtà dell’“io” e quella universale.

Vorrei fare un esempio esplicativo: una cliente è venuta da me chiedendomi un approfondimento astrologico sulla sua femminilità e in particolare sull’aspetto sessuale, motivata soprattutto dal fatto che avvertiva strani sensi di colpa, accompagnati da malessere e conati di vomito, assolutamente ingiustificabili, da quando aveva iniziato a portare pasti caldi alle prostitute della stazione della sua città, con un gruppo di volontari. La sua vita sentimentale-sessuale – come mi ha raccontato – è stata molto semplice: una storia d’amore fallimentare durata molto poco e terminata con un brutto tradimento seguita dalla decisione di seguire una strada ascetica e di castità, seguendo la religione di famiglia. Parlando del suo atteggiamento rispetto al sesso ha specificato che è stata sempre molto rigido, forse “bigotta” – secondo le sue parole –  e che la sua scelta di castità non le creava alcun problema o ripensamento.

Come operano in questo caso i tre livelli di “Coscienza”?

A livello di consapevolezza (cioè riflettendo sulla sua esperienza di vita) questa donna si viveva come persona sfortunata in amore, con poche esperienze sessuali e con una vocazione trascendente; a livello di coscienza morale (ormai interiorizzata) si giudicava perfettamente coerente alle richieste della sua famiglia e della sua religione e “a posto” (e per questo viveva come estranei quei sensi di colpa)

E a livello di libera coscienza?

Evidentemente qualcosa si stava smuovendo.

Approfondendo poco a poco, mi ha riferito che da qualche tempo notava in sé alcuni strani comportamenti: qualche volta si ritrovava a ridere a battute sessuali, intuendo prima degli altri tutti i doppi sensi, sognava sesso spinto mai sperimentato e mai visto, intuiva in anticipo le reazioni degli uomini a determinati atteggiamenti (tanto da impegnarsi a fare l’opposto), aveva lasciato che un’amica molto giovane e inesperta fosse corteggiata e forzata da un uomo poco limpido, pur sapendo bene quello che stava succedendo ecc.

Urano, con i suoi transiti in opposizione alla sua Venere natale in Pesci, stava liberando un varco, uno spiraglio e quello che appariva non le piaceva affatto.

Dopo qualche tempo è ritornata per raccontarmi uno “strano” sogno in cui una donna, forse una sua antenata, teneva una casa di appuntamenti in cui ingenue ragazze bisognose venivano costrette alla prostituzione. La donna giovane e bella si trasformava a un certo punto in una megera nera e così inquietante da farla svegliare angosciata di soprassalto.

Ecco che Urano aveva completato il suo lavoro spalancando la finestra transpersonale e donandole la possibilità di acquisire in libera coscienza il senso di molte  sue esperienze.

Quell’antenata, oscurata dalla limitata consapevolezza della mia cliente (nessuno in realtà le aveva mai parlato dell’esistenza di una tale antenata nella sua famiglia) e giudicata “colpevole” dalla sua coscienza morale, le comunicava le sue “conoscenze” in campo sessuale e le instillava sensi di colpa (apparentemente assurdi), richiamando così la sua attenzione.

Sembrava volerle dire: “è ora che prendi posizione cosciente e libera da condizionamenti sul mio comportamento e che mi dici cosa ne pensi! Non nasconderti dietro alla maschera della santarellina… tu mi conosci…molto bene!”… “il sesso ti piace ed è fonte di potere” (le sussurravano in coscienza gli interferenti plutoniani)… “quelle ragazze che vedi alla stazione…sono libere?” (chiedevano in coscienza gli interferenti Nettuniani).

Ed ecco, iniziato il dialogo di libera coscienza.

Così quella donna, togliendosi la maschera della “santarella”, capì che il problema di quelle prostitute alla stazione era anche un suo problema e per questo non poteva semplicemente giudicarle alla luce del modo corrente di pensare, ma era chiamata dalla sua libera coscienza a prendere una posizione di responsabilità al riguardo come unico modo per togliersi quei pesanti sensi di colpa: o decidere interiormente di ritenere lecita la coartazione della volontà umana ai propri fini, ovvero rifiutare questa possibilità e “pagare” il suo debito karmico aiutando quelle ragazze senza giudicarle.

Avendo optato per questa seconda strada si liberò da quel malessere e trovò in sé anche il dono degli interferenti nettuniani a cui aveva deciso di dare ascolto: una particolare sensibilità e capacità di entrare in empatia con quelle ragazze della stazione che le permetteva al volo di capire se avessero iniziato quella strada per scelta o per soggiogazione.

 

Nettuno

Nettuno è il pianeta che rappresenta, in ambito astrologico, le forze interferenti che spingono verso l’unificazione: l’integrazione personale, l’unione con i propri fratelli, la condivisione amorosa, il compimento di quel film della storia umana di cui abbiamo parlato.

È il tramite per il raggiungimento dell’”Uno” che attira tutto a sé e mostra che siamo una cosa sola, cielo, terra, esseri umani, animali, tutti parte di un solo progetto e una sola sostanza.

Le forze angeliche che attraggono verso l’infinità d’amore, le energie che permettono l’integrazione di parti scisse della personalità, le esperienze di identificazione con l’altro e con il Tutto sono nettuniane. Così come la gioia e l’estasi che ne derivano.

Non c’è niente di sentimentale in Nettuno (il sentimento appartiene al regno dell’”io”), anzi la sua influenza distoglie da emozioni e sentimenti amorosi umani; la sua meta è molto più alta, è l’amore universale e il compimento del film della storia umana.

Tuttavia quando la coscienza non è ancora attiva e l’io ancora fragile e molto corazzato le influenze nettuniane possono essere lette dalla mente mercuriale come confusione, inganno, sacrificio (dell’”io”) e possono creare ansia e apprensione. L’identità cosciente teme di venire annullata da questa perdita di confini e reagisce rifugiandosi nelle sue certezze e nei rigidi limiti saturnini.

In realtà Nettuno permette un allentamento della percezione della propria separatezza, attenuando la solitudine dell’incarnazione e la tristezza che ne deriva.

Per questo talvolta l’incanto nettuniano viene ricercato artificiosamente con sostanze stupefacenti, alcool, o con rituali collettivi di perdita di coscienza e catalessi, con il rischio di far naufragare l’”io” in forme di spersonalizzazione patologiche.

In ogni caso il momento di ebbrezza derivante dalla momentanea perdita di coscienza della propria separatezza e dei propri limiti lascia sia al mistico che al drogato una potente nostalgia, che si può trasformare in aspirazione e ascesi, nel primo caso, e dipendenza, nel secondo.

Il segno dei Pesci è quello che maggiormente abbraccia queste tendenze nettuniane, sia raggiungendo forme di empatia molto particolari, sia perdendosi dietro a paradisi artificiali e illusioni irreali. La fantasia e l’immaginazione rimangono comunque un punto di forza che può essere anche sfruttato a livello artistico.

 

Plutone

Plutone rappresenta invece quell’insieme di forze interferenti che non vogliono il compimento del film e che fanno di tutto per mantenere l’uomo in uno stato di separatezza egocentrica.

Dove opera Plutone la persona è a contatto con un buco di energia, un vuoto che le impedisce di percepire amore, unione, comprensione, empatia. Privata così della sua energia e del suo nutrimento è, quasi coattivamente, costretta a subire l’egoismo umano, il potere distorto, il dominio sessuale ed economico: il vuoto attira il vuoto e con sé un desiderio sempre più forte di appagamento.

Il settore di vita indicato dalla casa in cui è posto Plutone può riservare perciò amare sorprese: è l’ambito in cui si possono subire manipolazioni,  in cui si perde la speranza e si incontra il proprio personale “inferno”. La reazione a queste esperienze negative è il fulcro del potenziale plutonico: si può scegliere di identificarsi con questo vuoto, assumere in sé l’egoismo subito, vendicarsi concentrandosi sulle proprie possibilità di dominio oppure, al contrario, andare a riprendersi l’energia inghiottita da questo buco nero per ritrasformarla in positività di vita. La seconda scelta non è facile perché passa attraverso la discesa agli inferi, la visione nuda e cruda del proprio vuoto, l’accettazione di quell’immenso desiderio inappagato, la rinuncia alla pura ribellione e la ricerca di una soddisfazione più pura, più cristallina e decisamente meno materiale. In definitiva la presenza delle energie infere mostra alla persona come un atteggiamento egoistico e materiale possa destrutturare e in definitiva distruggere la vita, ma al contempo è il trampolino di lancio verso le più profonde trasformazioni e i più fantastici raggiungimenti. In un certo senso Plutone è il nostro “fondo”, toccato il quale si può prendere lo slancio per una risalita tanto più potente quanto più infimo sia il punto basso toccato.

Nella maggioranza delle visioni trascendenti è connesso un profondo senso di colpa a questo inferno personale: si parla di peccato originale, di karma negativo creato in vite precedenti, di “buchi” generazionali che si trasmettono nella famiglia. Un senso di colpa atavico che non cede neppure di fronte a rassicurazioni ragionevoli derivanti da un esame della propria vita e delle proprie azioni.

Un senso di colpa che cerca solo una sorta di redenzione, di perdono che trascende la propria limitata esperienza di vita. Che anela a un dono dall’alto che regali finalmente la pace.

E proprio Plutone, re dell’Ade, è anche detentore della cornucopia e, dopo aver trascinato con sé nel vuoto del desiderio mai appagato, è colui che può ricompensare con un dono insperato, proprio nel settore di vita così martoriato. E così rivela la sua natura di energia ad alto potenziale, prima negata e poi regalata, ma a patto che non ci si sia rifiutati di scendere con gli occhi aperti a vedere fino a che punto l’uomo può essere distruttivo.

Naturalmente solo con la coscienza attivata da Urano è possibile compiere questo percorso fino in fondo, altrimenti Saturno proteggerà l’”io” immaturo da visioni che possono sommergerlo.

In questo ultimo caso Plutone potrà essere percepito solo come fatalità negativa, sfortuna contro cui scagliare le proprie ire.

La volontà e il libero arbitrio, esercitati “in coscienza” possono invece garantire uno dei viaggi più affascinanti e misteriosi dell’essere umano.

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